mercoledì 20 febbraio 2013

votAntonio. magari....


oggi alla RMIT University c’è stato un seminario sul voto in Italia organizzato dal prof. Bruno Mascitelli, che avevo ascoltato alla LUISS quando aveva presentato il suo libro sui parlamentari australiani di origine italiana. Sentir raccontare dall’esterno l’allegra evoluzione recente della politica italiana non è stato privo di gusto. La sala era piena di italiani residenti in Australia, australiani con qualche nonno italiano e qualche curioso di passaggio. Dopo un’ora di interessante discussione, mi sono reso conto che si parlava di tutto e di tutti, tranne che di un simpatico quanto stempiato protagonista. C'era sconcerto per l’ennesima candidatura di Berlusconi, curiosità per la novità costituita da Grillo (che ha presentato candidati anche in circoscrizione estero) e per l’anomalia del governo tecnico di Monti. Perfino le notizie del sedicente masterizzato Giannino o i timori per le velleità secessioniste della Lega venivano fuori.
NESSUNO, invece, si interessava a Gigggi.
Bersani era considerato meno nuovo, meno strano, meno famoso, meno frocio, meno ladro, meno qualcosa di qualsiasi altro contendente. il dramma è che non avevano poi torto.


tutto questo però mi ha portato a realizzare qlcsa che sapevo benissimo, ma che finora non avevo troppo tenuto in considerazione: a ‘sto giro non voto.
era chiaro almeno da Natale, ma solo oggi mi sono accorto che, per la prima volta, si terrà una consultazione elettorale alla quale ho diritto a partecipare e non potrò farlo.
dall’elezione del rappresentante di classe in prima liceo (con un memorabile quanto discutibile esordio come presidente dell’Assemblea) a qualsiasi referendum che fosse venuto in mente all’ultimo dei radicali, non ho mai fatto mancare la mia presenza. tengo alla mia scheda elettorale quanto alle statistiche di spider (dove posso vantare 2 vittorie consecutive a quattro semi e 13 a due semi). Perfino al (primo) referendum sull’art. 18 votai scheda bianca, pur di assicurarmi il piacere di impugnare (a vuoto) la matita copiativa.
nel 1999, ormai alle soglie della maggiore età, sviluppai venature antieuropeiste per quelle elezioni piazzate in un inutile giugno (cosa costava a un'Europa ancora a 15 aspettare qualche settimana e votare il 3 agosto?). Per fortuna, con le regionali del 2000 arrivò il primo voto “vero” e, tra l’altro, l’unico con quel meraviglioso certificato elettorale nominale, ricevuto a casa, e che per anni avevo invidiato ai miei genitori. Di lì a poco salutai la sezione 18 del comune di Isernia (di solito presidiata in massa dalla famiglia Terzigni, che riusciva a coprire qualsiasi carica nel seggio), approdando quindi alla vita romana e alla più anonima cabina nella scuola di via Reggio Calabria.

oddio, certo non è stata una storia di successi.
al liceo, i miei tentativi di boicottaggio di Cosimo Apollonio in sede di scrutinio risultarono inutili: stravinse, risultando primo eletto all’ambita carica di rappresentante della IA dell’Ettore Majorana. Il voto a Di Stasi alle regionali del 2000 fu reso inutile dal Consiglio di Stato che rimandò il Molise alle urne e Iorio in Giunta dopo nemmeno un anno (mi consolai portando la sentenza fresca fresca come argomento a piacere all’esame di Diritto pubblico). Il tentativo di una lista autonoma alle elezioni universitarie finì drammaticamente con gli avversari che presero il triplo dei nostri voti, spazzandoci via dal consiglio di facoltà di Scienze politiche nonostante le sicurezze che pensavamo derivassero dal metodo D’Hondt. Perfino i tentativi di elezione del nuovo amministratore di condominio dopo le vicende del perfido Nastasi finirono frustrate dalle dimissioni di quest’ultimo, ormai sull’orlo di una denuncia per appropriazione indebita.
Poi, in generale, una sfilza di voti dati a candidati più o meno impresentabili e destinati alla sconfitta o al dimenticatorio (Ettore Di Domenico – per Rutelli! –, Marrazzo, coalizioni che comprendevano quella simpatica canaglia di Mastella, e poi WaterWeltroni nel 2008). e con loro tutti i vari simboli con cui la fantasia della sinistra, del centrosinistra, del centro-sinistra, centro-centro-sinistra è riuscita a esprimersi.

e cmq no, stavòltanonvòto.
dotte disquisizioni algebriche, che sottolineano come (quasi) nessuna elezione si decida per un voto solo, non consolano una simile menomazione.

3 commenti:

  1. Gio a parte che ti esorto a cambiare i colori del blog.... Leggere l'intero articolo rende ciechi pur in assenza contenuti erotici.
    Inoltre avrei da ridire sull'ultima affermazione. Se infatti è vero che a livello nazionale la tua teoria non fa una piega, a livello "locale" ne fa un bel po.... Nel referendum Su acqua nucleare ecc. andai a votare di ritorno da madrid, con ritorno a montenero in improbabile orario notturno e levataccia per essere pronto all'apertura del seggio al fine di tornare in tempo a pescara per lavoro... RISULTATO: % votanti monteneresi 50,2 .... a conti fatti mi accorsi di essere io lo 0,2.... Per una volta ero io il "+1" oltre il 50% ... so soddisfazioni

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  2. cugino,
    ora la leggibilità dovrebbe essere migliore.
    fammi sape'

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