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venerdì 15 febbraio 2013

e ora @pontifex?

pocoseria riflessione sulle ricadute tecnologiche dell'annuncio delle dimissioni del papa

ma che fine farà il celeberrimo account twitter @pontifex ?
uno dirà: vabbè, ratione officii, al prossimo pontefice, insieme al pastorale, al triregno e agli altri attrezzi del mestiere, andrà anche l'account. al massimo, ma pare improbabile, il buon Joseph potrà continuare a cinguettare liberamente, creandonsene uno tutto suo. tipo @papaemerito, @giàpontifex, @formereminenz o simili...
ma forse le cose non sono così semplici. 
se uno guarda alle condizioni di utilizzo di twitter, il punto 6 dice chiaramente che l'utenza è "personale, a livello mondiale, gratuita, non cedibile". che si fa? vendergliela non può (sarebbe anche simonia?). lasciare la password su un bigliettino, nemmeno. creare account nuovi tipo @pontifex2? @pontifexquellodopo sarebbe uno spreco, milioni di followers da riconquistare in piena campagna elettorale...
allora, forse, ecco la ragione della parte più misteriosa dell'annuncio di qualche giorno fa: questo inspiegabile periodo che intercorre tra l'annuncio dell'11 e il 28 febbraio (ore 20.00, ora di Roma), momento nel quale verrà rotto l'anello e inizierà la sede vacante.
l'utenza si può chiudere (https://support.twitter.com/articles/15358-how-to-deactivate-your-account) e lo user name rimane sospeso per trenta giorni, potendo poi essere ripreso in seguito (da altri, evidentemente: leggi qui). il tempo del conclave, a metà marzo, e si riparte.
ite missa est

PS. ma ve la immaginate una notifica che dice "your friend Pontifex has changed his profile pic"?

martedì 12 febbraio 2013

chissenepapa

la reazione dei giornali australiani alla notizia delle dimissioni del papa sembra essere in quel sottile spazio tra il chissenefrega e il vabbé...
sicuramente c'entra un po' il fuso orario che non ha concesso granché tempo per commentare la cosa, ma cmq le sorti del soglio di Pietro non sembrano interessare più di tanto all'aussie medio.

l'edizione cartacea di The Australian (diciamo l'equivalente del Corriere della Sera) non lo riporta ancora e nel sito internet la notizia finisce in evidenza sì, ma su una spalletta a destra (che nel parallelo col corriere non sarebbe diverso dall'ultimo flirt di Belen o dalla quotidiana marchetta alla Apple), privilegiando l'appassionante dibattito sulla questione fiscale. tra l'altro, anche qui tempi duri per trasferimenti e compartecipazioni e la battagliera Julia Gillard, primo ministro laburista (donna!), minaccia tagli e accusa gli Stati di non aver riscosso abbastanza. insomma, anche qui ci sono i buchi, hanno fatto male i conti alla ragioneria generale e non hanno neanche la rassicurante prospettiva di un accordo con la Svizzera.

continuando con la rassegna stampa, il riformista The Age (quotidiano locale di Melbourne, paragonabile a un Guardian o a Repubblica), mette le dimissioni del papa in prima pagina, ma solo dopo aver ripercorso a fondo gli scandali del doping nel football australiano (tra l'altro, uno sport che merita sicuramente approfondimento). 
tra le reazioni dei politici locali però spicca quella di Tony Abbott, liberale e leader dell'opposizione in Parlamento, che da quanto mi è parso di capire ha uno stile non dissimile dal Calderoli dei tempi migliori (e senza neanche ricorrere a canottiere illustrate). alla notizia delle dimissioni di Ratzinger ha rassicurato tutti che non ha intenzione di candidarsi a papa perché ha abbandonato quella strada anni fa (prima di entrare in politica era in seminario) e che quello di papa è un mestiere duro come tutti gli altri, quindi andare in pensione a 85 anni non è sorprendente. genioh!
detto questo, ancora non mi allineo al fuso e da quando sono arrivato praticamente sono quasi a digiuno, mi sveglio alle 5 e vado a letto a orario telegiornale. di questo passo sarò tuned con il mondo circostante più o meno il giorno in cui rientro in Italia.