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venerdì 15 febbraio 2013

meeting the aussie

inizio a adorare gli Aussie (anche detti Oz: per approfondimenti, leggi qui)
sono così gentili che fanno quasi tenerezza, lontani anni luce dalla cialtroneria yankee sperimentata un Florida un anno fa.
provando a definirli, vengono i mente solo aggettivi dal gusto retrò che sanno di buono.
direi che sono frugali (è facile incontrarne a piedi nudi (!) e non nel parco come quel sex symbol di Robert Redford - checché ne dica Gabriele -, ma in metropolitana o al supermercato); garruli, anche (i bar sono sempre strapieni e il vociare fa simpatia); e pure abbienti (i bar saranno anche pieni, ma un caffè non te lo smollano per meno di 2.80$).
poi devono essere clamorosamente fisionomisti. il tizio del bar sotto casa ("My legendary girlfriend", che mi ha praticamente adottato) mi ha riconosciuto al secondo giorno in cui passavo a prendere un cappuccino (a proposito, qui quando si ordina un caffé o simili, va aggiunta l'indicazione "no/one/two sugar", perché ci pensano loro. e vorrei vedere, a cinquemilalire a tazza...).
ecco, il lato economico è il punto dolente. la vita è carerrima. mi ci vorrebbe uno stipendio triplo per mantenere il tenore di vita abituale (che già di solito è ben al di sopra di quanto potrei permettermi). per avere un'idea: il cinema costa 18$ (14€). certo, dimostrano di essere lungimiranti e tolleranti, permettendo di portare la birra in sala (!). e poi, per un capolavoro come Django unchained qualsiasi spesa sarebbe adeguata (specie perchè ci si alza dalla comodissima poltrona sulle note del tema di Trinità). però insomma, poco non è.
poi sono in qualche modo necessariamente alternativi, indie, sostanzialmente underground, molto underground. il prof. che mi ospita (e che fuori dalla sua porta della sua stanza nel dipartimento di management ha il cartello "every morning I wake up on the wrong side of capitalism") oggi a pranzo a preso un chinotto. lo ha chiamato "cinoto", ma come si fa a non volergli bene?

lunedì 11 febbraio 2013

da che punto guardi il mondo...

e ci risiamo. di nuovo.
soggiorno all'estero chiama blog.
eppure in un anno tutto, o quasi, è cambiato.
da Gainesville a Melbourne c'è più dei 15.562,57 km in linea d'aria. c'è un percorso tortuoso che passa anzitutto per le Isole Tremiti, a loro volta incredibilmente vicine alla periferia settentrionale di Londra; un percorso che comprende, almeno,
- 289 giorni
- 6.936 ore (che poi sarebbero 104.040 "canzoni", secondo l'unità di misura del tempo elaborata negli ultimi anni del liceo)
- una decina di rum Zacapa strategicamente distribuiti
- un servizio fotografico dedicato a un filtro da the a forma di paperella
- (solo) 11 partite a calcetto (Mazzo', dobbiamo riprendere in mano la situazione)
- diversi viaggi, molti a vuoto, altri - per fortuna - meno, per concorsi o sedicenti tali tra l'Italia centro-danubiana e la Liguria tedesca
- 21 noleggi car sharing
- il ritorno e l'esonero di Zeman
- la domanda per l'abilitazione
- Ruzzle
- 340€ di IMU, in due comode rate

detto questo, se certamente è vero che non tutto ciò che viene dopo è progresso, quello che è venuto dopo Gainesville lo è stato. e guardarlo da qui fa un certo effetto. anzi, cambiando prospettiva lo si capisce meglio.
ho visto un paio di planisferi appesi in giro e mi ha colpito una cosa in sé abbastanza banale: mettono il Pacifico al centro e non l'Atlantico. essendo agli antipodi, appunto, la cosa è abbastanza scontata. ma l'effetto di mettere il 180°meridiano al posto di Greenwich è quello di invertire completamente i rapporti tra centro e periferia, tra cosa è protagonista e cosa è marginale.
così sembra che il resto del mondo faccia da cornice all'Australia mentre sparisce l'idea indotta dalle mappe di casa nostra secondo cui il Mediterraneo sarebbe al centro del mondo e lo Stivale al centro di questo. Vabbé, in sé nulla di originale, ma - direbbe Dolores - "poi capita che ci penso su, e finisce che mi perdo tutta la trama".
dopo questo eccesso gratuito di lirismo e in assenza di una dotta disquisizione sull'elaborazione del titolo e i riferimenti culturali del nuovo diario online, si può dichiarare ufficialmente aperto il blog 2013.