a leggere questo slogan della LUISS sulle navette e negli atrii di facoltà ho sempre pensato "cazzo, sono in ritardo"
ma per ora quella discreta minchiata è qlcsa di assolutamente reale. 10 ore di differenza di fuso ti rendono completamente scollegato dai ritmi di casa e si riescono a sentire solo le persone più vicine, con le quali la reciproca fascia oraria 7-9 o 21-23 non è "sconveniente" e cmq solo per darsi la reciproca buonanotte (sempre che, all'ultimo non decidano di andare a dormire alle 11 in un lettone insieme alla mamma...)
cmq, sarà che qui sono da solo e che non ho grandi vincoli di orario nel quotidiano. sarà che cmq ho la testa più nella periferia di Londra che in quella di Melbourne. ("sarà che son simpatico o che son genuino"), ma dopo due settimane qui alle volte ancora mi chiedo se sto pranzando o cenando, se è alba o tramonto, etc
del resto, guardare Roma-Juve o la premiazione di Sanremo appena sveglio o dover aspettare martedì mattina per i risultati del fantacalcio non aiuta.
del resto, guardare Roma-Juve o la premiazione di Sanremo appena sveglio o dover aspettare martedì mattina per i risultati del fantacalcio non aiuta.
la parte buona è che di giorno, avendone voglia, si lavora da dio. nessuno che chiama, che scrive, che ti contatta su FB. è come stare davanti al computer durante le vacanze di natale. però a 30 gradi e senza avanzi di torroni Nurzia.
la parte cattiva è che ci si sveglia con 37 (trentasette, XXXVII, che alla Smorfia napoletana fa "il monaco") mail non lette da smaltire.
oppure, ci si sveglia alle 4 di mattina perchè squilla il telefono italiano. tenerlo spento è fuori discussione: mentre ero in Canada mi arrivò la telefonata del prof. P******* che portò all'unico saggio pubblicato su Quaderni costituzionali. in quel momento mi prese un mezzo infarto, diedi una discreta craniata all'anta dell'armadio, ma riuscii a affettare indifferenza, ma da allora ho sviluppato un'incrollabile fiducia nello squillo del telefono notturno. e nel Lexotan.
fuso a parte, il vero problema dei periodi all'estero è l'horror vacui.
in Italia il lavoro universitario concede la schiavista e rassicurante prospettiva del vivere "alla mezza giornata", cioè sapere di poter programmare al massimo ma mattina per il pomeriggio e, quando si è fortunati, la sera per la mattina dopo. oltre le 12-16 ore è inutile fare progetti, perchè tanto salterà fuori una sostituzione a lezione, un'ora di ricevimento, un tesista in preda all'ansia o un buco dell'orario del master da riempire al volo con fantasia, e i mirabolanti progetti di una giornata a ascrivere in biblioteca non si avvereranno mai.
cmq, per fuggire dal picco dell'horror vacui (che si raggiunge di solito nel tardo pomeriggio del sabato o nella sveglia domenicale), decisi di prendere una macchina e andare sulla Great Ocean Road per il fine settimana. il nome è ovviamente roboante e evocativo come solo loro sanno fare, ma insomma pare sia un gran bel posto. e poi, finalmente, dovrei vedere qualche locale bestia immonda e qualche panorama che meriti soste fotografiche. seguiranno dunque aggiornamenti incorso d'opera, sempre che ci sia connessione
PS. nel frattempo, in Italia c'è la pausa di riflessione e poi il voto. notoriamente su posizioni sinceramente democratiche, io avrei dato con convinzione il mio voto al PD alla Camera, al Senato, alla Regione e anche all'assemblea di condominio se mi fosse stato concesso. sentendo Nanni Moretti (che di solito in queste occasioni è odioso) mi sono assurdamente trovato a pensare che abbia detto la cosa migliore che si potesse dire a poche ore dal voto. la differenza c'è. la partecipazione delle primarie (con tutti i loro limiti), la goffagine comunicativa dello smacchiare i giaguari (che però fa più tenerezza che tristezza), l'inaccettabilità delle alternative. ma aggiungerei, l'Europa, i nuovi diritti, la voglia di normalità e tante altre cose vecchie e nuove. quanto a Grillo, la scena della chiusura degli ombrelli a comando, mentre pioveva, dà la misura dell'autonomia di giudizio del "movimento". bah...
Nessun commento:
Posta un commento